Consigliere

Francesca A.

“Guardandomi indietro, penso che questa sia stata un’esperienza che, per quanto sicuramente drammatica, mi abbia anche lasciato qualcosa di positivo, ed in un certo senso abbia arricchito la mia persona e mi abbia reso più forte.”
Sono Francesca Accornero, e a 31 anni mi è stato diagnosticato un tumore al seno

La mia esperienza è iniziata poco più di un anno fa, quando lo scorso Giugno mi sono recata ad una visita senologica per un nodulo al seno che, a causa di uno sforzo fatto, aveva iniziato a darmi un certo fastidio. Tutto poi è accaduto davvero velocemente; ho effettuato gli accertamenti presso il Policlinico Maggiore di Milano, dove ho conosciuto il Dott. Giroda e il Dott. Campagna che mi avrebbero operato nel giro di poche settimane.

Vi assicuro che non ero per nulla pronta (si può mai essere pronti?!!) a sentirmi dire che avevo un tumore maligno e che avrei dovuto subire un intervento di mastectomia, data la grandezza della massa tumorale. Pensiamo spesso che queste cose tocchino sempre “gli altri”, non pensiamo invece che, a volte, “quegli altri” siamo proprio noi….   Paura, incredulità, tristezza, ansia e rabbia sono solo alcune tra le tante emozioni che ho provato tutte insieme in quel momento. E poi… il mio percorso è iniziato!

Il giorno stesso dell’operazione, al mio risveglio, già volevo scendere dal letto e mettermi a camminare, contro le proteste delle infermiere! (Parlando con compagne di camera avevo sentito dire che camminare avrebbe fatto bene in quanto i liquidi sarebbero drenati più velocemente…. e avrei potuto andare a casa prima!)

E’ proprio con questo spirito combattivo e positivo che ho vissuto il periodo post operatorio: cercando di affrontare le cose con grinta e guardandole sempre con una vena di ottimismo, concentrandomi più sui traguardi, magari anche piccoli, ma positivi, piuttosto che lasciarmi tormentare dall’angoscia delle tante incertezze che avevo.

Ora ho riacquistato benissimo la mobilità del braccio, che è rimasto senza linfonodi, e sto portando avanti la terapia che ho stabilito con il mio oncologo di riferimento, il Dott. Visintin. La strada di fronte a me è ancora lunga e non so se avrò altre difficoltà da affrontare durante il mio percorso, ma posso (con gioia) dire che tutti i controlli del primo anno sono andati bene!

Guardandomi indietro, penso che questa sia stata un’esperienza che, per quanto sicuramente drammatica, mi abbia anche lasciato qualcosa di positivo, ed in un certo senso abbia arricchito la mia persona e mi abbia reso più forte. Mi ha permesso, infatti, di fare (forse dovrei dire “obbligata a fare”) una cosa per cui troppo spesso non abbiamo tempo, presi dalla routine di ogni giorno: “premere il tasto pausa”, guardare alla propria vita da un’altra angolazione, cambiare prospettiva e, in questo processo, riassegnare anche i giusti pesi e le giuste proporzioni ai problemi, alle situazioni e alle cose, riscoprendone il loro valore.

Guarire e ritornare ad essere se stesse non è qualcosa che si ottiene con un’operazione, o per lo meno non solo. Penso che sia un percorso che, più o meno lungo, porti a dover affrontare difficoltà, a porsi domande, ad avere dubbi, e magari anche tanta voglia voglia di condividere i problemi e tanto bisogno di supporto. Proprio per questo sono molto contenta di aver abbracciato l’idea di “Io Virgola Donna”, progetto di cui sono orgogliosa di essere tra i soci fondatori e che sono sicura mi permetterà di offrire il mio contributo a tutte quelle donne che avranno di fronte a sè il percorso che io ho già iniziato.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *